Cortes apertas, Oliena

Aprono le cortes. Sas carrelas si risvegliano in un mondo antico e dominato dalle tradizioni. Siamo a Oliena, che Salvatore Satta descrive come “un meraviglioso paese ai piedi del monte più bello che Dio abbia creato”.

Cortes apertas non è solo una manifestazione ma è un ritorno integrale al passato.

Nelle corti delle case tutto è come una volta. I muri raccontano di una storia mai morta.

Le donne ricamano il fazzoletto del tradizionale costume sardo di Oliena con una tale passione da diventare perfetto. Incontro un signore che costruisce gli antichi giochi dei bambini. Assaggio uno dei vini più buoni della Sardegna (a mio parere). Anche per le vie del paese, dove corte non c’è, le donne, sedute nella porta di casa, mostrano come si facevano i cestini. Oliena è anche la città dell’oro, quello fresco e dal sapore delicato, l’olio.

Sembra un quadro vivente costruito ad arte invece Cortes apertas è la naturale rappresentazione di come si viveva prima che industrie e nuovi mestieri bussassero alle porte degli olianesi.

Anche il pranzo è stata una sorpresa. Ravioli e sevadas serviti in un cortile circondato da alberi di limoni. Non un ristorante ma una casa. Questo è lo spirito del popolo di Oliena: crearsi un lavoro dove prima lavoro non c’era. A casa propria, mettendo a disposizione il proprio bagno che ha una vasca e una lavatrice, proprio come quello di casa nostra!

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2 pensieri su “Cortes apertas, Oliena

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