Mani Pulite, 20 anni dopo: cos’è cambiato?

Sono già passati vent’anni dalla fine della prima repubblica, espressione usata dai giornalisti e poi entrata nel linguaggio comune per indicare la fine di un sistema corrotto e marcio, eppure sembra ieri.

Nel 1992 iniziava l’inchiesta “Mani Pulite” con la quale si smantellò definitivamente il vecchio quadro politico italiano, che perdurava oramai da troppo tempo. Mani Pulite però, non fu una semplice inchiesta giudiziaria: fu l’incarnazione dell’indignazione generale dei cittadini nei confronti dei politici e della politica. Fu una gogna mediatica che non si era mai vista prima. Gli italiani erano soddisfatti nel vedere cadere tanti e tanti politici messi alle strette dal pool di Mani Pulite. Vi furono quarantatre suicidi durante l’inchiesta. Il sentimento antipolitico risuonava forte nel paese. Fu come un vulcano esploso, e poi tornato tranquillo dopo l’eruzione. Ma è davvero cambiato qualcosa? La seconda repubblica è più trasparente della vecchia? L’inchiesta nacque da un’indagine di minor rilievo riguardante il Pio Albergo Trivulzio, e si sparse a macchia d’olio fino ad arrivare al vertice del sistema, fino a Bettino Craxi.

Oggi la nostra politica, o meglio, i nostri politici, sono più limpidi di vent’anni fa? Io credo di no. Si è diffusa una prassi silenziosa che è quella del lasciar correre e del lasciar fare. Oggi la società chiede più chiarezza e pretende più correttezza. Cosa caduta in disuso come fosse una moda. In questa seconda repubblica (si parla già dell’avvento della terza) siamo arrivati al capolinea, con un governo tecnico e una crisi economica, sociale e morale che può avere come antenati proprio quegli anni ’90. Anni di mafia e di corruzione. L’attuale “governo delle responsabilità”, come è stato definito da molti, dovrebbe continuare anche nel futuro e imparare a fare i conti con i problemi reali dell’Italia. I finanziamenti dei partiti devono essere trasparenti ieri come oggi. I nostri padri hanno esultato vent’anni fa come se l’Italia fosse stata liberata dall’invasore, oggi noi, cerchiamo la strada giusta per liberarci ancora una volta dagli “invasori” (o invasati) che hanno saccheggiato il nostro futuro come fosse un bottino di guerra.

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Un pensiero su “Mani Pulite, 20 anni dopo: cos’è cambiato?

  1. Concordo con quanto scrivi, a patto che la crisi che stiamo vivendo non venga utilizzata per limitare gli spazi democratici. Purtroppo molti comportamenti di questo attuale governo tendono a comprimere questi spazi, nel completo silenzio della politica. la politica, essendo in torto su molti aspetti, non ha il coraggio di alzare la voce verso queste limitazioni, che nel tempo possono costarci caro.

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