Lapiùbelladelmondo

Roberto Benigni, Rai1, prima serata. Lo share è salito al 43,94%. Ieri sera oltre 12 milioni di italiani sono rimasti incollati alla tv per ascoltare un comico. Un comico che ieri ha aperto gli occhi a tanti, un comico che ha semplicemente raccontato cosa c’è scritto nella più bella del mondo: la Costituzione italiana. Benigni parla come se stesse spiegando ai bambini, ma è il testo stesso ad aiutarlo. Scritta in modo semplice e comprensibile a tutti la Costituzione appare illuminante. “La nostra Costituzione è la nostra mamma, ci spinge a fare, ci protegge, ci cura. È un sì continuo! È una continua legge in favore dell’uomo e dei suoi diritti! I padri costituenti hanno messo per iscritto e fatto diventare legge la solidarietà! Ma che bellezza….hanno fatto diventare legge il volersi bene! È di una bellezza che ti manda in manicomio…!!!”
Inizia dal primo articolo: L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.L’Italia è una Repubblica, è del popolo, è nostra e questa è una cosa modernissima. Siamo tutti re e regine!”. Benigni parla come se stesse parlando di una donna, bella e rassicurante, la donna che tutti desiderano, che tutti vogliono.
Art. 3: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Qua Benigni quasi si emoziona e sprigiona tutta la sua passione: “Hanno messo per iscritto che siamo tutti uguali! Ma si avevano fatto una canna prima di scrivere questo articolo? No erano lucidi e sobri, ma che bellezza..! Che genialità! E quando entrerà in vigore sarà un mondo meraviglioso! E l’ONU ce l’ha copiato un anno dopo! Siamo stati tra i primi al mondo a scrivere queste bellissime cose!”.
Sull’articolo 5, – La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento – dice: “Una e indivisibile. Messo tra due virgole, come per dire si sa, mica serve il punto esclamativo. Hanno voluto metterlo lo stesso, non si sa mai che tra quarant’anni qualcuno voglia dividerla!”.
Parla di tutti gli altri articoli presentandoli come pura poesia e grandezza. Riguardo l’articolo 9 (La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.) dice: “Investivano sulle persone, si guardava al futuro, ora non si investe più sulle persone! Ci vuole l’architetto come il poeta, la ricerca e lo sviluppo vanno difesi e incentivati! Il paesaggio italiano non è uguale a quello francese, spagnolo o inglese, è unico! È di una bellezza grandiosa! E non dobbiamo rovinarlo, ma amarlo e curarlo perché una volta distrutto non tornerà più come prima”.
Per l’ultimo articolo dei Principi Fondamentali (La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.) conclude così: “Queste parole fanno così tenerezza che mi verrebbe voglia di abbracciarli uno ad uno! Hanno scritto quali sono i colori della nostra bandiera! Descritta come il tema di un bambino. Perche? Per loro è come se avessero scalato l’Everest. Esprime la più grande dignità degli italiani”.
E ancora: “La Costituzione è un regalo che ci hanno lasciato, ma ciò che si riceve in eredità deve diventare nostro, bisogna conquistarlo. Qui dentro ci sono le regole per vivere tutti insieme in pace lavorando. 280px-Costituzione_della_Repubblica_ItalianaDico una cosa che potrebbe dire solo un papa o un buffone: domani mattina quando vi svegliate dite ai vostri figli di andare a testa alta, di essere orgogliosi di appartenere a un popolo che ha scritto queste cose tra i primi nel mondo, e dite loro di avere fiducia e speranza”.

Facili le critiche che puntualmente si abbattono sugli show del comico toscano e sui suoi compensi. Io pagherei oro per andare a sentire tali parole! Nessun professore di diritto pubblico e nessun storico poteva spiegare meglio la nostra Costituzione.

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