Un anno fa

Ricordi del 21 febbraio 2012

Sono le nove e trenta dello scorso martedì e un elicottero gira in continuazione sulle nostre teste. Le strade limitrofi all’Auditorium Comunale nel piazzale Cappuccini sono chiuse al traffico, passa soltanto qualche grande macchina che porta gli ospiti alla cerimonia.

In occasione dei festeggiamenti dei 450 anni dell’Università degli Studi di Sassari il Presidente della Repubblica è ospite della città. Siamo all’ingresso: tappeto rosso, hostess che ci accolgono con un sorriso a quarantadue denti, giacche e cravatte a non finire, donne di mezza età in pelliccia e tacchi. Mostriamo fieri il nostro invito e ci addentriamo verso la sala principale del teatro. Tutto è nuovo, il teatro auditorium appena inaugurato contiene 1420 persone. Io e il mio gruppo di amici siamo la rappresentanza degli studenti dell’Università di Sassari. Siamo emozionati. Il teatro ci si presenta imponente e maestoso, sul palco si prepara l’Orchestra degli allievi e dei docenti del Conservatorio statale di musica “Luigi Canepa”. Al centro del palco cinque sedie saranno occupate dal Presidente Napolitano, dal sindaco Gianfranco Ganau, dal Rettore dell’Università Attilio Mastino, dal Presidente del Comitato per le celebrazioni dei 450 anni Antonello Mattone e dallo storico Manlio Brigaglia. Inizia la cerimonia. Una voce annuncia l’arrivo del Presidente, l’orchestra suona l’Inno di Mameli e tutti siamo in piedi. Quindi, il sindaco Ganau consegna a Napolitano il candeliere d’oro, il rettore Attilio Mastino, dopo il suo intervento, gli consegna il “sigillo d’oro” dell’Università di Sassari. L’intervento del professor Mattone è un breve riassunto della storia della nascita della nostra Università, nata grazie al cavaliere sassarese Alessio Fontana con l’apporto fondamentale della Compagnia di Gesù, della Municipalità, e di privati cittadini laici ed ecclesiastici. Durante la cerimonia al Presidente scappa qualche sorriso che spezza il clima di solennità grazie alle battute sempreverdi del professor Brigaglia che chiude la presentazione con la sua prolusione sull’Università nel contesto storico-sociale dell’Unità d’Italia. Tra gli ospiti anche il Presidente della Regione Ugo Cappellacci, l’Arcivescovo metropolita di Sassari Mons. Paolo Atzei, l’On. Dott. Giuseppe Pisanu, Presidente della Commissione parlamentare antimafia. Arriva il momento più atteso per noi studenti: le nostre domande rivolte dal Rappresentante degli Studenti all’Ersu Giosuè Cuccurazzu, dalla Vice Presidente del Consiglio degli Studenti Valeria Sassu e da Jennifer Reitz che rappresenta l’esperienza Erasmus che intraprendono milioni di ragazzi in Europa. Il Presidente si mostra aperto alle domande dei ragazzi e afferma che il diritto allo studio è fondamentale e non deve essere mai negato. “I giovani sono la spina nel fianco del paese -afferma il Presidente – il paese è condannato se non riesce ad offrire opportunità ad essi”. “Bisogna, – ha spiegato – far valere gli impegni assunti nei confronti della Sardegna che non sono stati rispettati“. La manifestazione si chiude con l’inno “Su patriottu sardu a sos feudatarios” intonato dal gruppo etnomusicologico “Ichnuss” dell’Università. Mentre dentro noi sorridiamo e siamo contenti, fuori lo sono un po’ meno. Già da presto si preparano i manifestanti del Movimento Pastori Sardi, gli indipendentisti, i dimostranti per solidarietà nei confronti di Rossella Urru, la cooperante sarda rapita in Algeria lo scorso 22 ottobre, sembra da alcuni estremisti islamici. Alcuni giornali esordiscono più o meno così: “Pochi applausi, molte critiche. Sassari tiepida all’arrivo del Presidente.”  Nell’Auditorium sono stati lunghi gli applausi, e chi ha seguito in streaming l’evento, può confermarlo.

E ancora il Capo dello Stato dice: “Per ciò che riguarda la Sardegna ho tratto diversi spunti: diverse questioni sono state poste sul tappeto a Roma in un incontro tra le rappresentanze istituzionali sarde e nazionali, in queste ore si è dato il via a un confronto articolato in gruppi di lavoro che dovrebbe tradursi in un decreto del presidente del Consiglio entro quattro settimane”.

A un anno di distanza ci troviamo nella medesima situazione, prevedibile, e sconcertante. I giovani rimangono ancora la spina nel fianco di un paese che sembra eclissare.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Annunci

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...