La banda della Brigata Sassari ospite dell’inaugurazione del Museo del coltello e del ferro battuto

È stata una giornata ricca di emozioni quella di sabato 22 giugno a Pattada.

L’inaugurazione del Museo del Coltello e del ferro battuto e della X edizione della Biennale “Frailalzos patadesos”, organizzata dalla Pro Loco Lerron di Pattada e dal Comune, quest’anno ha avuto come ospite la banda della Brigata Sassari. La banda, dopo aver sfilato in festa per le vie principali del paese è arrivata fino al colle di S. Gavino dove è stato scoperto un cippo in onore dei caduti sassarini che recita così: “Al valore, alla sofferenza e al sacrificio degli interpreti della Brigata Sassari. Eroi combattenti in una stirpe più che ferrea”. Presenti il generale Manlio Scopigno, l’ammiraglio Mario Me, originario di Pattada, e l’associazione Reduci della Brigata. Emozionante il discorso dell’ammiraglio Me che ha espresso la sua immensa gioia per essere presente nel suo paese d’origine. L’ammiraglio ha inoltre ricordato l’ufficiale dei bersaglieri Giuseppe La Rosa deceduto in Afghanistan il 7 giugno scorso. Dopo la conferenza nella chiesa di S. Giovanni, si è proceduto col taglio del nastro inaugurale da parte del Sindaco Deiosso e la benedizione del parroco Pigi Sini. Presenti tante autorità civili e politiche tra cui il Presidente della provincia di Sassari Alessandra Giudici, il senatore Silvio Lai e il Presidente del Consorzio di bonifica di Ozieri Vanni Fadda. Numerosissimi i pattadesi che hanno collaborato per la realizzazione della giornata e l’apertura delle mostre, per le gentili concessioni di alcuni locali privati e per il lavoro fatto dai ragazzi appena assunti per la Biennale e dai ragazzi della Pro Loco. Il museo, originariamente mercato civico, è nato come progetto nel 2000 e adesso diventa museo a tutti gli effetti.

La X edizione della Biennale durerà per tre mesi.

Il museo e le mostre ad esso collegate, apriranno tutti i giorni dalle 10:00 alle 13:30 e dalle 15:30 alle 20:00.

Le mostre visitabili oltre al Museo sono “Su fraile e frades Ogana”, antico laboratorio di fabbri e maniscalchi pattadesi; “Ruinzu e pupuine” (ruggine e tarlo), un’antica abitazione che fa rivivere la vita del mondo agropastorale e “Triulende cascias”, l’esposizione degli antichi costumi tradizionali pattadesi.

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