Yes or No? Referendum in Scozia

Domani 18 settembre la Scozia esprimerà il suo parere riguardo l’indipendenza dall’UK. L’ultimo sondaggio, riportato dalla BBC, ha svelato un 44% per il Sì e un 48% per il No (8% non sa).

http://www.bbc.com/news/events/scotland-decides/poll-tracker

Un po’ di notizie pre-referendum:
– la disoccupazione in Scozia è diminuita ed è ora pari al 6% – inferiore al tasso del Regno Unito del 6,2%
– la Federazione della polizia scozzese ha respinto tutte le insinuazioni che il referendum possa essere colpito da un grave disordine pubblico come “assurde”
– 32 enti locali della Scozia sono nelle fasi finali di un enorme sforzo logistico per garantire il regolare svolgimento del referendum
– Gli scozzesi sono già più ricchi del resto della Gran Bretagna. Il loro Pil pro capite è pari a 26.424 sterline (33.034 euro) contro le 22.336 (27.923 euro) dei cittadini britannici.

Il partito nazionalista sostiene che le risorse di petrolio nel mare del Nord, l’industria locale agricola, la pesca e il whisky consentono a una Scozia indipendente di essere prospera in termini economici.

I pessimisti vedono nell’Indipendenza della Scozia un possibile indebolimento sia della sterlina britannica che di quella scozzese. L’uomo d’affari Tom Hunter ha detto alla BBC che non è convinto che una Scozia indipendente sarebbe in grado di concordare un accordo di valuta con il resto del Regno Unito.

Il politico Dannis Canavan favorevole al Sì, ha detto che: “Il popolo scozzese non sarà ingannato”.

Il governo inglese, in cambio di un No promette due cose: ”vasti poteri” per il parlamento scozzese e la garanzia di ”condivisione delle risorse in maniera equa”, quindi l’impegno ”categorico” nel riconoscere al governo scozzese la decisione sul finanziamento dell’Nhs, il servizio sanitario nazionale che costituisce una delle maggiori incognite in caso di indipendenza secondo parte dell’elettorato. In prima pagina sul quotidiano scozzese Daily Record ‘The Vow’ (La promessa). E il leader indipendentista Alex Salmond risponde: ”E’ una disperata offerta last minute e sul nulla”.

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Vinceremo, ha affermato Gordon Brown, ex leader del partito laburista favorevole al No.

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E poi c’è la visione di Bruxelles. Nelle sale europee si preme che vinca il No. Il motivo è molto semplice: in caso di vittoria degli indipendentisti vi sarebbero stravolgimenti diplomatici e burocratici da porre in atto. Inoltre, l’indipendenza della Scozia potrebbe fare da apripista alle tante regioni che auspicano all’indipendenza, come il Belgio, sempre a rischio divisione, la Catalogna, dove si voterà il prossimo 9 novembre, l’Irlanda del Nord, dove il movimento indipendentista parla di referendum nel 2016.

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