Il terrorismo chiamato ISIS

COS’è L’ISIS? “Stato Islamico dell’Iraq e del Levante” – conosciuto con la sigla ISIS – è un gruppo islamico sunnita, uno dei più estremisti in circolazione. Definisce se stesso come “stato”. La CIA ha stimato che l’Isis ha tra i 20mila e i 30mila combattenti in Iraq e Siria. (Il Levante indica l’area del Mediterraneo orientale: Siria, Giordania, Palestina, Libano, Israele e Cipro). Addirittura c’è chi lo definisce come “più pericoloso di Al Qaida”. Dalla fine del 2013 il capo di al Qaida, Zawahiri, durante la guerra in Siria, cominciò a chiedere all’Isis di rimanerne fuori. Al-Baghdadi però si rifiutò e nel febbraio del 2014 Zawahiri “espulse” l’Isis da al Qaida.

Bandiera dell'Isis
Bandiera dell’Isis

COSA FA? Controlla tra Iraq e Siria un territorio esteso approssimativamente come il Belgio, e lo amministra in autonomia, ricavando dalle sue attività i soldi che gli servono per sopravvivere. Nella metà del 2014 l’intelligence irachena ha ottenuto informazioni da un membro dell’Isis, il quale ha rivelato che le risorse del gruppo ammontano a due miliardi di dollari statunitensi risultando così  il più ricco gruppo jihadista del mondo. Vuole costituire un califfato basandosi in una guerra contro l’Occidente e interna all’Islam. Le città ora sotto il controllo dei ribelli sunniti sono 27. L’Isis si è alleato con le tribù sunnite e con gruppi baathisti (cioè sostenitori del partito Baath, lo stessa cui apparteneva Saddam Hussein) dell’Iraq, che hanno un solo obiettivo in comune con il gruppo di al-Baghdadi: rimuovere dal potere il primo ministro sciita iracheno Nuri al-Maliki.

ESECUZIONI DELL’ISIS. Sono state tre finora le terribili esecuzioni. James Foley, giornalista statunitense (19 agosto). Steven Sotloff, giornalista statunitense (2 settembre). David Haines, cooperante britannico (14 settembre). Tutti e tre sono stati decapitati. A farcelo sapere i video messi in circolazione dall’organizzazione terroristica. Secondo l’intelligence britannica si tratterebbe del rapper londinese 23enne Abdel-Majed Abdel Bary, conosciuto come “Jihadi John”.

SUMMIT DI PARIGI 15 SETTEMBRE. 30 paesi hanno promesso di aiutare l’Iraq a sconfiggere l’organizzazione con tutti i mezzi necessari. Aprendo il Summit, il Presidente francese Hollande ha detto che la minaccia posta dai militanti dell’Isis ha bisogno di una risposta. Anche Mosca è pronta a rafforzare la lotta ai terroristi. La Turchia, da suo canto, permetterà le operazioni umanitarie e logistiche della NATO nel suo territorio.

OBAMA: Il presidente Usa Obama, nel suo discorso settimanale agli americani, ha detto: “Non esiteremo ad agire contro i terroristi dell’Isis in Iraq o in Siria, ma questa non è una guerra dell’America contro l’Isis. È il mondo contro l’Isis”. E ancora: “Dallo scorso mese, sono stati condotti 170 raid contro i terroristi in Iraq. E ora la Francia si è affiancata a noi in questi attacchi aerei, non impegnerò i nostri soldati in un’altra guerra in Iraq o in Siria. È molto più efficace sfruttare le nostre capacità per aiutare i partner sul terreno, garantire il futuro del loro Paese”.

Iraniani e siriani non sono coinvolti però nel quadro di aiuti contro l’Isis.

NEW YORK 19 SETTEMBRE, COLLOQUI SUL PROGRAMMA NUCLEARE IRANIANO.  Il “5+1” – i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU col potere di veto (Stati Uniti, Cina, Regno Unito, Francia, Russia) più la Germania, hanno tenuto i colloqui sul programma nucleare col governo dell’Iran. I paesi del 5+1 chiedono all’Iran di mettere limitazioni allo sviluppo del suo programma nucleare.

Per quanto riguarda l’Isis, pare che fonti riservate di Reuters dicano che il governo iraniano è disposto a compiere una specie di scambio. Offrire all’Occidente un aiuto per combattere lo Stato Islamico in cambio di una maggior flessibilità sul programma nucleare. L’amministrazione americana ha negato di avere cercato una cooperazione con l’Iran nella battaglia contro lo Stato Islamico. Stessa cosa afferma l’Iran.

LA RISPOSTA DELL’ISIS DI IERI SERA: “Uccidete i miscredenti in qualunque modo” e “attaccate i civili”. E’ l’ultimo terrificante appello lanciato ai jihadisti dal portavoce Abu Muhammed Al Adnani in un messaggio audio pubblicato ieri sera su Twitter.

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