Sergio Mattarella sale al Colle. Vecchi cerimoniali per nuovi (?) volti

Domani il nuovo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si insedierà al Quirinale.

Essendo curiosa e non ricordando l’organizzazione dell’evento, ho voluto vedere un po’ cosa succederà.

L’eletto parte dalla sua abitazione (in questo caso la foresteria della Corte Costituzionale) a bordo di un’auto scortata da carabinieri e motociclisti. L’auto in questione è una Berlina Flaminia 335 decapottabile a 7 posti (SETTE POSTI).

Il percorso fino al suo arrivo alla Camera é accompagnato dal suono della campana maggiore di Montecitorio.

Il capo dello Stato viene ricevuto dai presidenti di Camera e Senato e riceve nell’atrio gli onori militari da un reparto di Carabinieri in alta uniforme. Da lì, dopo un breve passaggio nella sala dei ministri, davanti ad assistenti parlamentari in uniforme di gala, si dirige in Aula, ornata con 21 bandiere e drappi rossi.

Aperta la seduta, il Capo dello Stato pronuncia la formula del giuramento: “Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione”. In quel momento vengono sparate 21 salve di cannone e la campana di Montecitorio torna a suonare.

Successivamente il presidente rivolgerà il suo messaggio alla Nazione.

Al termine del messaggio, la seduta del Parlamento viene chiusa e il capo dello Stato, accompagnato dai presidenti di Camera e Senato e dai rispettivi segretari generali, lascia l’Emiciclo raggiungendo l’atrio di Montecitorio dove viene accolto dal presidente del Consiglio e riceve il saluto del segretario generale del Quirinale, mentre un reparto di corazzieri in alta uniforme gli rende gli onori.

Esce da Montecitorio e nella piazza ascolta l’Inno nazionale.

Subito dopo viene accompagnato dal presidente del Consiglio e dal segretario generale del Quirinale all’Altare della Patria dove rende omaggio al Milite ignoto.

Scortato dai Corazzieri a cavallo e dai motociclisti, Mattarella salirà al Quirinale lasciando Piazza Venezia e attraversando Via Cesare Battisti e via IV Novembre a bordo della Lancia Flaminia 335.

Giunto al Quirinale riceve gli onori militari. Infine, nel Salone dei Corazzieri i discorsi: il saluto del presidente uscente Giorgio Napolitano e, se vorrà farlo, quello del nuovo inquilino del Colle.

Quindi, il rinfresco nel Salone delle feste. (fonte Ansa.it)

La Nazione accoglie il nuovo Presidente della Repubblica in pompa magna, per dirla tutta, mentre gli abitanti della Nazione assistono allo sfarzo della festa come se questo fosse un Re. Il cerimoniale è datato 1948, quando la Repubblica era vista davvero come res publica, ispirando sentimenti di speranza e gioia per gli italiani.

Marco Tullio Cicerone diceva della res publica: “La res publica è cosa del popolo; e il popolo non è un qualsiasi aggregato di gente, ma un insieme di persone associatosi intorno alla condivisione del diritto e per la tutela del proprio interesse”.

In un momento tale, mi chiedo perché questo cerimoniale non venga ridimensionato. I nostri rappresentanti hanno voluto scegliere una figura introversa con alle spalle una vita dettata da alti valori, (così ci dicono!!!) ma allora perché non iniziare dalle cose pratiche?

Forse se ne sono già dimenticati. La farsa è finita, andate in pace….

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