La lettera di Sara Khan contro l’Isis e in difesa delle donne

Oggi la mia attenzione é stata attirata da un articolo del quotidiano inglese The Independent pubblicato ieri: “Muslim women’s rights campaigner writes heartfelt letter to girls thinking of joining Isis”. 

L’articolo parla di una lettera.

La lettera è stata pubblicata da Inspireun’organizzazione di difesa non governativa che lavora per contrastare l’estremismo e la disuguaglianza di genere. Essa é indirizzata alle ragazze che si pensa abbiano abbandonato Londra per sostenere l’Isis e le sue azioni.

Le tre studentesse all'aeroporto di Londra-Gatwick
Le tre studentesse all’aeroporto di Londra-Gatwick (fonte immagine: Independent.co.uk)

Sara Khan, direttrice e co-fondatrice di Inspire, ha esortato le giovani ragazze a lasciar perdere la propaganda dei fondamentalisti che mirano proprio alle donne che usano i social media e i forum online di discussione. “Non esiste religione che obbliga a promettere lealtà a chi si è auto proclamato capo di un gruppo terrorista e che dice di essere il Califfo” , e ancora continua “Per secoli i musulmani hanno vissuto in terre che non erano sotto il controllo musulmano. Il Profeta, mentre era in vita, non chiedeva ai musulmani che avevano fatto la Piccola Egira nel 613 in Abissinia (l’attuale Etiopia) di farla a Medina (la città illuminatissima, Madinat al-Nabi: città del Profeta) quando Medina era controllata dal Profeta”.

Ricordiamo che Maometto si trasferì a Medina il 16 luglio 622, data ricordata dai musulmani come l’inizio dell’Egira (l’emigrazione appunto da La Mecca a Medina come simbolo di rottura dei vincoli tribali). Medina é considerata la seconda città santa dell’Islam dopo La Mecca.

Khan descrive alcuni secoli durante i quali Cristiani e Musulmani coesistevano pacificamente, periodi che sono in netto contrasto con le persecuzioni dell’Isis inflitte alle minoranze che vivono in zone sotto il suo controllo.

Nella lettera Sara Khan parla anche delle donne e della loro importanza in tempi antichi…

La lettera termina con un’esortazione: “Cara sorella, non distruggere la tua vita […] vivendo nella menzogna. Troverai molte delle tue sorelle che hanno rifiutato la chiamata dell’Isis […]. Non esitare a contattarmi direttamente se vorrai parlare di più. Stiamo facendo resistenza a questi estremisti che denigrano gli insegnamenti dell’Islam […]”.

Il testo integrale della lettera si può leggere qui: http://www.wewillinspire.com/tag/makingastand/

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