40 anni fa nasceva il quotidiano la Repubblica. I fatti antenati dell’Italia di oggi: crisi di governo e mafia tra i politici

Quaranta anni fa usciva la Repubblica, il quotidiano che si poneva come “indipendente ma non neutrale“, apertamente schierato col progressismo di sinistra.

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Il giornale nasceva come quotidiano di approfondimento dei principali fatti di cronaca nazionale e internazionale (si è poi evoluto con le edizioni locali e tematiche).

Il primo numero, uscito con l’edizione odierna ci porta non solo a notare come era diversa l’impronta giornalistica di allora, nei modi e nei linguaggi, of course, ma soprattutto ci porta a compiere una riflessione di quello che era la nostra nazione quaranta anni fa.

Profonde crisi di governo, mafia e politici. Questi i fatti antenati dell’Italia di oggi.

In prima pagina la crisi di governo. Siamo alla sesta legislatura (1972-1976), governo Moro IV (23 novembre 1974 – 12 febbraio 1976).

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“Il Psi riaggancia i sindacati e va a confronto con la Dc” si legge nell’articolo che apre la pagina. I socialisti, che sostenevano Moro, non vedevano di buon occhio l’accordo tra Democrazia cristiana e Pci. Tant’è che pochi giorni dopo ritirarono il loro sostegno a Moro, che si dimise il 7 gennaio 1976. Nacque poi il quinto governo Moro, un monocolore firmato Dc.

Stava nascendo l’idea del famoso compromesso storico tra democristiani, filoamericani, e comunisti, filosovietici. Il compromesso avrebbe finalmente portato il Pci lontano da quella conventio ad excludendum che lo escludeva dal far parte dei governi, conventio portata avanti da democristiani, socialisti, socialdemocratici, liberali e repubblicani. Tutti temevano l’asse comunisti-Unione Sovietica considerata pericolosa per l’Italia.

Il compromesso si raggiunse minimamente mediante l’appoggio, ma solo esterno, assicurato dal Pci al governo monocolore di Solidarietà Nazionale, costituito da Giulio Andreotti nel 1976 (29 luglio 1976 – 16 gennaio 1978).

I comunisti ebbero spazio nella spartizione delle massime cariche istituzionali: Pietro Ingrao fu il primo comunista a presiedere la Camera dei deputati, dal 1976 al 1979.

Con l’arrivo delle Brigate Rosse e il rapimento di Aldo Moro nel 1978 finì quel tentativo di porre il Pci al centro degli affari di governo.

Altra notizia datata 14 gennaio 1976 degna di richiamo è quella dello scandalo appalti che vide coinvolti i politici democristiani assieme alla mafia. Pagina 4, sezione cronaca.

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Di mafia si parla ampiamente anche a pagina 16, sezione vita italiana. Qua i giornalisti Bruno Corbi e Roberto Chiodi parlano del dossier segreto della commissione parlamentare che rivela i legami tra mafia e Dc.

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Viene chiamato il romanzo antimafia il documento di 65 pagine dove non ci sono nomi e si pensa a una risoluzione del problema mafia con la crescente maturazione civile della popolazione.

Sarà il Pci a presentare una relazione condita di nomi e cognomi, tutti collusi con la mafia.

E già si parlava di pietre tombali fatte di corruzione per nascondere il vero male dell’Italia: la mafia, appunto.

 

 

 

 

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