Welcome to #BasKenya – Un sogno che si realizza

Se la solidarietà, per quel che vedo in questi giorni, avesse un nome, si chiamerebbe BasKenya, e se avesse un’immagine sarebbe di certo questa:

Salvatore Correddu, agronomo ozierese di 33 anni, ha inseguito il suo sogno: costruire un campo da basket per i bambini di Kapenguria, in Kenya.

Il suo sogno è diventato il sogno di tutti coloro che, da qui, lo seguono giorno per giorno e lo appoggiano nella sua avventura. Salvatore si è voluto fermare per fare ciò che realmente voleva fare.

Ho deciso di fermare il treno in corsa della mia vita, fatto di metropoli, orari, scadenze, per provare a realizzare un sogno che ho lasciato scivolare per troppo tempo, nascondendomi troppo spesso dietro la parola tempo, c’è tempo. In questi anni ho avuto la fortuna di viaggiare spesso. Per viaggio intendo non solo il momento di stacco dalla routine quotidiana, che spesso monopolizza la maggior parte dei giorni della nostra vita. Per viaggio intendo anche, e soprattutto, adattarsi e vivere in nuove realtà. 

L’Africa è sempre stata per me “il sogno” di bambino, vivendola per la prima volta quattro anni fa in Etiopia, collaborando come volontario per un progetto della FAO dove insegnavo le tecniche di innesto e potatura. Sono cresciuto in una famiglia di agricoltori, dove sin da piccolo la lavorazione della terra, le coltivazioni ed i campi scandivano il passo delle mie giornate, e come ogni bambino, crescevo coi miei sogni verso orizzonti sconosciuti. Ed è dopo quell’esperienza che ho promesso a me stesso che sarei ritornato in quell’immenso continente, ma in una parte più attiva, con un progetto tutto mio, perchè le emozioni di quella prima volta hanno cambiato la visuale della mia vita.
Il progetto del campo da basket era un sogno cullato in questi anni, forse più una ribellione al pacchetto vita che tanto spesso viene distribuito nelle nostre società sin da bambini ( casa, macchina, lavoro, famiglia), dove i sogni vengono dopo le apparenti e soffocanti priorità della vita stessa.
Tutto ha preso forma e sostanza nell’inverno scorso, alla la mia seconda esperienza in Africa, nel West Pokot a Kapenguria, in Kenya, che mi ha visto collaborare come volontario ad un progetto della FAO, sotto l’egida di un mio caro amico e compagno di avventure Giuseppe De Bac, Project Manager dello stesso. 

Il progetto BasKenya è iniziato quando, dopo i primi giorni dal mio arrivo, mi recai nell’istituto Politecnico sotto casa per parlare del progetto di costruire un campo da basket nel cortile della scuola. Vorrei dare l’opportunità di trasmettere a questi bambini gli stessi valori che lo sport ha dato a me.
Il basket mi ha dato gli amici di oggi, gli stessi che stanno facendo grande questo progetto. Mi ha dato grandi emozioni, mi ha insegnato a perdere ed accettare la sconfitta, che forse è l’insegnamento più importante per poter affrontare la vita con lo spirito giusto”. 

Il progetto di Salvatore tra non poche difficoltà è andato avanti e oggi possiamo vederlo realizzato.

Salvatore racconta emozioni e passi in avanti del suo sogno nel sito http://www.girabiccu.com/ e nella pagina  Facebook dedicata al progetto BasKenya.

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