Quando la condanna di un popolo è dettata dal luogo comune. Il caso di Nule

Ci sono storie che toccano il cuore, che fanno impazzire, rabbrividire.

Una di queste è quella che ha colpito il paese di Nule nella notte tra giovedì e venerdì scorso quando un’auto si è abbattuta sulla folla in festa. Si festeggiava Santa Maria Bambina nel piccolo e grazioso paesino di Nule.

Una tragedia sfiorata, tanti feriti, un paese nuovamente in ginocchio.

Il conducente dell’auto è stato ferito con un coltello da chi ha pensato di difendere i propri compaesani.

Gesto inaudito, non giustificabile.

Ciò che l’opinione pubblica, anzi, meglio, una parte dell’opinione pubblica, ha espresso sui canali social dei principali quotidiani nazionali e dell’isola è stato, non solo la condanna per quel gesto di vendetta, ma il disdegno verso il popolo sardo.

“Sono dei trogloditi”.

“In Sardegna non si gioca, si passa subito ai coltelli”.

“I sardi? Bè che pensavate facessero?”.

E allora è arrivato il momento di rispondere a chi ancora non ha avuto la fortuna, campanilismi a parte, di conoscere i sardi.

Se mai doveste incontrare un sardo sappiate che lui sarà buono con voi, sarà educato, aprirà la porta della sua casa, aprirà, seppure con un po’ di diffidenza iniziale, la porta del suo cuore.

Se mai doveste incontrare un sardo nel vostro cammino, che sia in Sardegna, nel resto dello stivale o in altri luoghi del mondo, sarete voi stessi a cancellare dalla vostra mente i vostri commenti e le vostre finte verità assolute.

I paesi più remoti, più afflitti da disgrazie e incidenti diverranno i vostri luoghi preferiti, le vostre seconde case.

Se mai questo succederà, allora capirete di quanti luoghi comuni è fatta la nostra bella e disgraziata Italia.

Cesare Cremonini nella sua “Sardegna” dice: “Oh qua in Sardegna splende sempre il sole, anche quando è il caso di far piovere sul cuore“.

Ed è proprio così, nonostante i vostri commenti qua in Sardegna splenderà ancora il sole. 

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4 pensieri su “Quando la condanna di un popolo è dettata dal luogo comune. Il caso di Nule

  1. Quel tipo che è salito in macchina ubriaco (se è vero quello che hanno raccontato) è un delinquente… perché certe cose non si fanno.
    Quello che ha usato il coltello, specialmente dopo quello che è accaduto a Nizza, ha fatto quasi bene; ho scritto quasi, non foss’altro che per il fatto che la Repubblica Italiana s’è dimenticata di proteggere i propri cittadini… anche considerate le lungaggini delinquenziali (secondo me) della Magistratura.
    Ammiro la Sardegna… anche se ci sono stato solo una volta.
    Buon pomeriggio.
    Quarc

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      1. Ringrazio te per avermi dato l’occasione di scrivere quello che pensavo.
        Quel Veterinario, se è vero che era ubriaco, dovrebbe essere messo ai lavori forzati; anche per il fatto che se ha potuto studiare veterinaria, non era stupido e aveva un cervello.
        Chissà quando lo rimetteranno in libertà!
        Ciao Elena.
        Quarc

        Mi piace

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