L’esempio di Mirella Casale: dall’integrazione degli esclusi agli insegnanti di sostegno

Nel 2016 nelle nostre scuole ci troviamo ad assistere ad un problema che si fa sempre più consistente: la carenza degli insegnanti di sostegno.

Che ruolo ha, ad oggi, l’insegnante di sostegno? E che importanza viene data all’alunno con disabilità?

A inizio anno scolastico nelle scuole sarde troppi alunni si sono ritrovati senza supporto. Le proteste sono cresciute notevolmente in tutto lo stivale.

La cosiddetta “Buona scuola” sta forse debilitando quel delicatissimo ramo dell’insegnamento che dovrebbe invece crescere forte e rigoglioso?

La mia riflessione nasce dopo la visione del film Rai “La classe degli asini” che racconta la battaglia di Mirella Antonione Casale, insegnante e attivista italiana. A lei si deve l’inclusione degli alunni diversamente abili nelle scuole.

Una scena del film "La classe degli asini" andato in onda su Rai1 lunedì 14 novembre
Una scena del film “La classe degli asini” andato in onda su Rai1 lunedì 14 novembre

 

Le battaglie di Mirella Casale hanno portato alla nascita della figura
dell’insegnante di sostegno, sancita dalla legge 517 del 4 agosto 1977.

Mirella Casale
Mirella Casale

Se prima gli alunni venivano relegati nelle scuole differenziali, dove bambini e ragazzi con handicap lievi e meno lievi erano considerati scarto della società. Il loro futuro era già tristemente segnato: nascevano “asini” e tali dovevano rimanere.

Oggi gli insegnanti di sostegno svolgono un ruolo fondamentale ma la loro situazione si è complicata: assegnazioni provvisorie e ritardi nelle nomine stanno facendo regredire le battaglie della Casale.

Senza il supporto di cui questi ragazzi hanno bisogno si rischia di tornare indietro agli anni dettati da ignoranza e paura del diverso, quelli che la Casale ha cercato, riuscendoci, di cancellare per avviare una società più giusta, inclusiva e sensibile.

Nella buona scuola si sta forse perdendo di vista il valore primario che dovrebbe insegnare: l’inclusione e il rispetto di tutti.

 

Originariamente pubblicato come lettera ne La Nuova Sardegna il 22 novembre 2016

 

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