L’esempio di Mirella Casale: dall’integrazione degli esclusi agli insegnanti di sostegno

Nel 2016 nelle nostre scuole ci troviamo ad assistere ad un problema che si fa sempre più consistente: la carenza degli insegnanti di sostegno.

Che ruolo ha, ad oggi, l’insegnante di sostegno? E che importanza viene data all’alunno con disabilità?

A inizio anno scolastico nelle scuole sarde troppi alunni si sono ritrovati senza supporto. Le proteste sono cresciute notevolmente in tutto lo stivale.

La cosiddetta “Buona scuola” sta forse debilitando quel delicatissimo ramo dell’insegnamento che dovrebbe invece crescere forte e rigoglioso? Continue reading “L’esempio di Mirella Casale: dall’integrazione degli esclusi agli insegnanti di sostegno”

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Il mondo della Silicon Valley

Silicon Valley, termine coniato nel 1971 dal giornalista Don C. Hoefler, per indicare la parte meridionale della San Francisco Bay Area, sostanzialmente coincidente con la Santa Clara Valley, California.

Fu chiamata “Silicon” per la forte concentrazione iniziale di fabbricanti di semiconduttori e di microchip (entrambi basati sul silicio), che funsero da polo attrattore per l’insediamento successivo di aziende di computer produttori di software e fornitori di servizi di rete. Il capoluogo è San José, che è circondata da numerose cittadine. Conta 4 milioni di abitanti.

La Silicon Valley ha un PIL uguale a quello dell’Olanda

Viene chiamato il distretto hi-tech più importante del mondo. Qua nascono le migliori idee di giovani cervelli provenienti da ovunque.

Qua risiedono aziende come Google.Inc, Apple, Facebook Microsoft (divisione hardware), Oracle Corporation, LinkedIn, Hewlett-Packard (la prima azienda a insediarsi nella Valle), Intel, Yahoo!, Adobe System, Ebay. Giusto per citarne alcune.

Qua il mondo di ogni individuo che studia o lavora è completamente interconnesso con tutto e tutti. Se non hai l’applicazione Uber per chiamare un taxi stai pur certo che non arriverà mai. E’ un mondo dove senza smartphone e pc connesso sei un uomo morto! 😀  Chi non si adegua non può interagire.

E’ un mondo a sé (seppure stra connesso), dove puoi renderti conto della preistoria in cui noi viviamo quotidianamente. Nella Valle si punta alle nuove connessioni in costante evoluzione, all’interattività e alla modernità robotica senza ormai confini (o quasi).

Usare una stampante 3D qua è un’azione normale e quotidiana, parlare con termini specifici è l’ABC di ogni ragazzo, stile di vita e linguaggio viene uniformato alla filosofia delle aziende. I ragazzi devono avere una forte appartenenza a parole come “futuro“, “passione“, “brillante“, “sfida“.

Tutto deve essere perfetto: se un giovane presenta il suo progetto facendo troppe pause, con imprecisioni e senza adottare un linguaggio specifico, questo verrà automaticamente bocciato. Anche se il progetto è considerato brillante.

Tutto ciò che viene prodotto nella Valley è ciò che arriva a noi.

Dalla modernità sana e utile possiamo trarre benefici quotidianamente, parte di noi nasce lì. Ogni giorno possiamo trovare storie di giovani italiani che partono e si affermano, é la solita storia dei cervelli in fuga, cervelli social, matematici e che vivono la vita come una costante sfida verso il futuro.

E l’Italia rimane a guardare, inerte.

(fonte immagine ilmanifesto.it)
(fonte immagine ilmanifesto.it)

Sergio Mattarella sale al Colle. Vecchi cerimoniali per nuovi (?) volti

Domani il nuovo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si insedierà al Quirinale.

Essendo curiosa e non ricordando l’organizzazione dell’evento, ho voluto vedere un po’ cosa succederà.

L’eletto parte dalla sua abitazione (in questo caso la foresteria della Corte Costituzionale) a bordo di un’auto scortata da carabinieri e motociclisti. L’auto in questione è una Berlina Flaminia 335 decapottabile a 7 posti (SETTE POSTI).

Il percorso fino al suo arrivo alla Camera é accompagnato dal suono della campana maggiore di Montecitorio.

Il capo dello Stato viene ricevuto dai presidenti di Camera e Senato e riceve nell’atrio gli onori militari da un reparto di Carabinieri in alta uniforme. Da lì, dopo un breve passaggio nella sala dei ministri, davanti ad assistenti parlamentari in uniforme di gala, si dirige in Aula, ornata con 21 bandiere e drappi rossi.

Aperta la seduta, il Capo dello Stato pronuncia la formula del giuramento: “Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione”. In quel momento vengono sparate 21 salve di cannone e la campana di Montecitorio torna a suonare.

Successivamente il presidente rivolgerà il suo messaggio alla Nazione.

Al termine del messaggio, la seduta del Parlamento viene chiusa e il capo dello Stato, accompagnato dai presidenti di Camera e Senato e dai rispettivi segretari generali, lascia l’Emiciclo raggiungendo l’atrio di Montecitorio dove viene accolto dal presidente del Consiglio e riceve il saluto del segretario generale del Quirinale, mentre un reparto di corazzieri in alta uniforme gli rende gli onori.

Esce da Montecitorio e nella piazza ascolta l’Inno nazionale.

Subito dopo viene accompagnato dal presidente del Consiglio e dal segretario generale del Quirinale all’Altare della Patria dove rende omaggio al Milite ignoto.

Scortato dai Corazzieri a cavallo e dai motociclisti, Mattarella salirà al Quirinale lasciando Piazza Venezia e attraversando Via Cesare Battisti e via IV Novembre a bordo della Lancia Flaminia 335.

Giunto al Quirinale riceve gli onori militari. Infine, nel Salone dei Corazzieri i discorsi: il saluto del presidente uscente Giorgio Napolitano e, se vorrà farlo, quello del nuovo inquilino del Colle.

Quindi, il rinfresco nel Salone delle feste. (fonte Ansa.it)

La Nazione accoglie il nuovo Presidente della Repubblica in pompa magna, per dirla tutta, mentre gli abitanti della Nazione assistono allo sfarzo della festa come se questo fosse un Re. Il cerimoniale è datato 1948, quando la Repubblica era vista davvero come res publica, ispirando sentimenti di speranza e gioia per gli italiani.

Marco Tullio Cicerone diceva della res publica: “La res publica è cosa del popolo; e il popolo non è un qualsiasi aggregato di gente, ma un insieme di persone associatosi intorno alla condivisione del diritto e per la tutela del proprio interesse”.

In un momento tale, mi chiedo perché questo cerimoniale non venga ridimensionato. I nostri rappresentanti hanno voluto scegliere una figura introversa con alle spalle una vita dettata da alti valori, (così ci dicono!!!) ma allora perché non iniziare dalle cose pratiche?

Forse se ne sono già dimenticati. La farsa è finita, andate in pace….

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Verità o finzione? Analogie tra 1984 e il nostro mondo

Eric Arthur Blair, conosciuto come George Orwell, scrive nel 1948 un romanzo che rimarrà nella storia: 1984 (il titolo deriva appunto dall’inversione delle ultime due cifre dell’anno in cui lo scrive). In un futuro prossimo, il mondo è diviso in tre superstati in perenne guerra fra loro: Oceania, Eurasia ed Estasia. In Oceania, la sede dei Ministeri dell’Amore, dell’Abbondanza, della Pace e della Verità è Londra. In questo scenario, fatto di assenza di pensieri propri e controllato costantemente dall’occhio del Grande Fratello, si vive come macchine. Il Partito unico controlla tutto e tutti. Il protagonista, Winston Smith, è incaricato di correggere i libri e gli articoli di giornale già pubblicati, cioè modificarli in modo da rendere veritiere le previsioni fatte dal partito, si occupa di modificare la storia scritta e inventare di sana pianta vite di dissidenti vaporizzati (fatti sparire).

Scopo del partito è cancellare la memoria dei suoi sudditi e creare un futuro fatto di poche parole.

Scopo del partito è quello di restringere al massimo la sfera d’azione del pensiero.

“LA GUERRA E’ PACE, LA LIBERTA’ E’ SCHIAVITU’, L’IGNORANZA E’ FORZA” recita lo slogan.

Il romanzo dai caratteri fantascientifici e fantapolitici, così come viene “catalogato”, ha invece poco di fantastico e surreale. Se pensiamo al nostro mondo ci possiamo accorgere di quante analogie vi siano. Vi sembra impossibile? Pensate ai partiti del nostro paese, alle nostre televisioni, ai rapporti tra Italia e Stati dell’Unione Europea, ai rapporti con gli USA. Tutto ciò che succede nelle sale del potere non ci viene mai raccontato fino in fondo. Tutto ciò che succede nelle nostre carceri, nei nostri ospedali, nelle nostre caserme, nei nostri centri di addestramento militare non ci viene MAI raccontato fino in fondo, se ci viene raccontato lo si fa in maniera distorta.
Ci sono poi alcuni giornalisti, quelli che perdono il lavoro perché cercano di parlare di cose troppo grosse, e quelli che perdono la vita perché le cose le hanno dette.

1984: amarezza e silenzio.

2014: amarezza e silenzio.

P.S. se volete sapere come va a finire il libro di Orwell, leggetelo, ne vale la pena.

Semplicemente la competenza

Italicum, la parità di genere diventa un problema per l’approvazione della legge

La legge elettorale è, finalmente, in discussione alle camera ma un problema l’ha fatta arenare: la parità di genere. L’introduzione di quote rosa nelle liste ha creato un braccio di ferro dal quale non si vede una via d’uscita. Il premier Renzi, ieri sera a Che tempo che fa, ha chiaramente detto che la parità di genere deve esplicarsi nella quotidianità, nel diritto ad avere lo stesso compenso nei mestieri svolti dalla donne così come dagli uomini e in tutti i livelli sociali, lavorativi e morali. Avere la parità di genere per legge è, a mio avviso, un ulteriore discriminazione della posizione sociale della donna. Se vogliamo veramente andare avanti e guardare a un futuro dove uomini e donne sono trattati alla stessa maniera, dovremmo candidare donne competenti, non donne.