Pregare ad alta voce a Dallas

L’immagine di oggi.

prayer in Dallas
Fonte immagine Time Magazine – foto di Ruddy Roye

Si è avvicinato al luogo di preghiera improvvisato, e ha iniziato a pregare. Prima a bassa voce, poi come un predicatore e infine a cantare a squarciagola la sua preghiera:

Nessuno farà più del male a questa città di Dallas. Prego per questi ufficiali che hanno perso la vita, adesso è il momento di lenire le ferite”.

 

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VociMute si rinnova nella grafica e nei contenuti

Nuovo anno nuova grafica, VociMute si rinnova!

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VociMute presenta inoltre due nuove categorie: L’immagine del lunedì e Personalissima rassegna stampa del sabato.

La prima vuole proporre ogni lunedì un’immagine che richiami temi di grande attualità.

La seconda raccoglie tre fatti della settimana.

Grazie a tutti per la continua fedeltà dimostrata dal 2012 a oggi 🙂

Buona navigazione…e buona lettura.

Madre Teresa di Calcutta tra canonizzazione e critiche

L’immagine che ho scelto per aprire la settimana è un’immagine di una donna che tutti conosciamo.

A lei è legata la notizia data da Papa Francesco nel giorno del suo 79esimo compleanno: Madre Teresa di Calcutta sarà canonizzata nel 2016. La cerimonia sarà sicuramente a settembre, in occasone del Giubileo dei volontari della misericordia. Papa Francesco ha riconosciuto il secondo miracolo a lei attribuito: si tratta di un 35enne brasiliano guarito all’istante e in modo scientificamente inspiegabile da una patologia mortale del cervello.

Qua è ritratta col suo Premio Nobel per la Pace ricevuto il 17 ottobre 1979 (la foto scelta è di due mesi dopo).

(fonte immagine: Stringer/EPA)
(fonte immagine: Stringer/EPA)

Le critiche non sono mancate.

Il gruppo nazionalista Rashtriya Swayamsevak Sangh (RSS) ha detto: “È giusto lavorare per una certa causa se non si hanno interessi egoistici. Ma Madre Teresa aveva un secondo fine, che era quello di convertire al Cristianesimo le persone che curava“.

Altre critiche furono mosse a Madre Teresa, mentre era in vita, dal giornalista ateo Christopher Hitchens: “Madre Teresa era meno interessata ad aiutare i poveri di quanto lo era nello sfruttare quella situazione di immenso squallore per diffondere il suo credo da fondamentalista cattolica“.

Ne seguì un dibattito di risonanza mondiale che però non scalfì la figura della piccola donna che diventò un’icona internazionale grazie alle sue opere benefiche in India, e che adesso diverrà santa.

 

 

La Tour Eiffel della speranza, questa volta per il clima

Oggi apriamo la settimana con la Tour Eiffel, ancora una volta protagonista simbolica di eventi mondiali.

Dopo “Parigi per la pace”, Pace per Parigi

in nome della solidarietà nei confronti di Parigi dopo gli attacchi terroristici, il simbolo della Francia viene riproposto in seguito alla conferenza mondiale sul clima.

Eccola in una fotografia di Miguel Medina (fotografo di Afp): una Tour Eiffel fatta di sedie con tanti messaggi dedicati alla conferenza sul clima a cui hanno partecipato 195 Paesi. L’accordo finale è stato siglato il 12 dicembre.

“Keep your promises” si legge in un foglio. “Mantenete le vostre promesse”.

(fonte immagine: internazionale.it)
(fonte immagine: internazionale.it)

Qua tutta la notizia dell’accordo.

 

E la Grecia? Le immagini del fotoreporter dell’anno

Il fotogiornalismo non è morto 🙂 Anzi, credo che ci siano professionisti di tutto rispetto che, con una sola immagine, raccontano più di un’emozione.

Secondo la rivista statunitense Time, il fotoreporter dell’anno, è il giovane greco Angelos Tzortzinis dell’Agence France-Presse.

Tzortzinis ha documentato i due eventi che hanno segnato il suo paese negli ultimi anni: la crisi economica e l’arrivo dei migranti.

Voglio raccontare storie che hanno un peso nella mia vita quotidiana e che mi stanno a cuore. Negli ultimi sei anni ho seguito la crisi economica in Grecia perché fa parte della mia vita, e attraverso le mie foto cerco di trovare una risposta alle mie domande” – ha spiegato il fotografo a Time.

Nel 2015 Tzortzinis ha raccontato invece la crisi dei migranti e dei rifugiati. “La Grecia è la meta di centinaia di migliaia di siriani, iracheni e afgani che fuggono dai loro paesi. E il mio obiettivo non è essere l’ennesimo testimone, ma far vedere alle persone quello che di solito non vedono”.

Qua una fotografia che immortala una protesta dei manifestanti contro le squadre antisommossa della polizia greca.

Manifestanti protestano contro le squadre antisommossa della polizia greca
(fonte immagine: angelos-tzortzinis.com)