40 anni fa nasceva il quotidiano la Repubblica. I fatti antenati dell’Italia di oggi: crisi di governo e mafia tra i politici

Quaranta anni fa usciva la Repubblica, il quotidiano che si poneva come “indipendente ma non neutrale“, apertamente schierato col progressismo di sinistra.

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Il giornale nasceva come quotidiano di approfondimento dei principali fatti di cronaca nazionale e internazionale (si è poi evoluto con le edizioni locali e tematiche).

Il primo numero, uscito con l’edizione odierna ci porta non solo a notare come era diversa l’impronta giornalistica di allora, nei modi e nei linguaggi, of course, ma soprattutto ci porta a compiere una riflessione di quello che era la nostra nazione quaranta anni fa.

Profonde crisi di governo, mafia e politici. Questi i fatti antenati dell’Italia di oggi.

In prima pagina la crisi di governo. Siamo alla sesta legislatura (1972-1976), governo Moro IV (23 novembre 1974 – 12 febbraio 1976).

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Donne in politica, le saudite finalmente votano

Nella mia personalissima rassegna stampa di oggi parlo di donne e politica.

Non potevo non riportare una notizia bellissima, e storica: le donne saudite possono finalmente votare, e farsi votare.

In Francia invece assistiamo alla sconfitta dell’estrema destra di Marine Le Pen e della nipote Marion, una sconfitta che però segna l’aumento del consenso accordato al Front National.

In Brasile i manifestanti vogliono la destituzione di Dilma Rousseff.


Domenica scorsa in Arabia Saudita è stata scritta una pagina importante di storia: le donne posso  recarsi finalmente alle urne. Elettori ed elettrici sono stati chiamati a scegliere tra 6.000 uomini e 900 donne candidati ai seggi dei 284 consigli municipali.

L’Arabia saudita era rimasto l’ultimo paese al mondo che non permetteva alle donne di votare o essere candidate.

I sauditi che hanno votato sono stati 1.486.477, di cui solo 130.637 donne perché queste ultime hanno avuto ostacoli burocratici e problemi di trasporto per recarsi ai seggi, ricordiamo che le donne non possono ancora guidare. Inoltre, sono stati vietati comizi di fronte agli uomini.

La prima donna di cui è stata annunciata l’elezione si chiama Salma, eletta nel piccolo villaggio di Madrakah, a circa 150 chilometri a nord della Mecca, il luogo più sacro dell’Islam.  Continue reading “Donne in politica, le saudite finalmente votano”

9 novembre 1989 – “Save our earth”

Anche questo lunedì l’immagine che vi propongo ci ricorda la Germania.

Nella data di oggi cadeva il muro di Berlino. Era il 9 novembre 1989.

La pittura che del muro ho scelto riporta la scritta: “Save our earth”, frase con un significato che dovrebbe attraversare i tempi e le ideologie.

Quel muro ha cambiato le vite di milioni di persone, per sempre. Le rivalità e differenze tra Ossis (abitanti dell’Est) e Weiss (abitanti dell’Ovest) rimangono tuttora.

Save our earth” deve essere il nostro motto quotidiano: salviamo la nostra terra, il nostro mondo.

save our hearth

L’immagine che ci racconta il muro di Berlino

L’immagine di oggi è una semplice immagine. E’ un uomo che ha tanto a che fare col muro di Berlino.

Guenter Schaboswki, era (è morto ieri, a Berlino) il portavoce del governo della Germania orientale nel 1989.

Durante una conferenza stampa, rispondendo ad una domanda dell’Ansa, disse che le restrizioni di viaggio per i residenti di Berlino est erano sospese, scatenando la fuga di migliaia di persone verso ovest.

Schabowski

 

Se vuoi sapere un pò di più sul   muro di Berlino e le sue conseguenze, clicca  qui

Il secondo addio dei coreani

L’immagine di questo lunedì che vi propongo su VociMute è un’immagine di amore, e di dolore.

È l’abbraccio tra famiglie che, dopo 62 anni, si dicono addio per la seconda volta.

Sul monte Kumgang, in Corea del Nord, si è svolto il raduno che ha coinvolto una piccola parte delle decine di migliaia di famiglie separate tra Nord e Sud dopo la guerra sospesa nel 1953. Si tratta di circa 300 persone quasi tutte ultraottantenni che si erano iscritte in una lista nella quale si contano 65mila nomi. Per i sorteggiati, c’è stata la possibilità di riabbracciare i loro familiari.

Un evento che per loro non si ripeterà, mentre altri restano in attesa di vivere la stessa esperienza: gli incontri sono eventi organizzati di rado e la loro realizzazione resta sembra a rischio per le tensioni tra i due Paesi.

Una situazione molto simile a quella tedesca, quando ancora il muro di Berlino era in piedi. La divisione segnò per sempre la Germania e la sua gente, sia culturalmente che moralmente.

E la stessa cosa accade oggi tra le due Coree, scorrendo queste fotografie http://www.huffingtonpost.it/2014/12/30/corea-differenze-foto-leistner_n_6395278.html  si notano le differenze negli ambienti di studio e di lavoro, sui mezzi pubblici e per le strade.

Assurdo no?

l'abbraccio coree divise raduno famiglie coree

(fonte immagini: repubblica.it)