Il giornalismo che cambia

La Bbc usa Instagram come canale di informazione.

Il nuovo progetto si chiama Instafax e mira a sfruttare la condivisione di video che l’app offre da qualche mese ai suoi utenti. Tramite filmati con testi di 15 secondi la Bbc posta su Instragram brevissimi lanci di notizie o il riassunto dei titoli delle maggiori news di giornata.

I video contengono poche informazioni proprio perché pensati per un pubblico che fruisce questi contenuti su schermi molto piccoli e in mobilità. Per gli aggiornamenti il video rimanda direttamente al sito della Bbc.

In un’intervista rilasciata al Guardian, Steve Herrmann, Head of Bbc News Online, ha dichiarato che “il progetto nasce con l’idea di raggiungere un pubblico che non è quello classico dell’emittente inglese e che si informa principalmente tramite i social media“.

Qua la Bbc spiega il servizio Instafax

Anche il quotidiano inglese The Guardian ha iniziato a usare Instagram come canale informativo. Ma in modo più tradizionale: posta immagini relative ai servizi messi in piedi dai suoi giornalisti. In questo modo, i reporter possono comunicare ai loro lettori il “dietro le quinte” di un reportage utilizzando l’hashtag #GuardianCam. Continue reading “Il giornalismo che cambia”

Nella mia personalissima rassegna stampa del sabato…

…oggi vi propongo tre temi:

  • Licenziamenti in casa Twitter
  • La politica tutta social di @Narendramodi
  • Berlusconi sindaco di Roma, su Facebook!

In casa Twitter c’è aria di licenziamenti. A quanto dicono le fonti, si parla di 336 dipendenti, pari all’8% del personale attualmente impiegato, oltre 4100 persone.

Siamo convinti che la divisione ingegneria si muoverà molto più velocemente con un team più piccolo e agile, pur restando la percentuale più grande della nostra forza lavoro. E il resto dell’organizzazione sarà razionalizzato in parallelo”, ha scritto il neoeletto CEO Jack Dorsey in una email ai dipendenti. Una squadra più snella e compatta dunque, per affrontare il momento di crisi, forse fisiologico, che sta affrontando il social network.

Tweet

Ad insidiare Twitter c’è Instagram che ha acquisito in un anno 1,3 milioni di utenti ed ha chiuso a 7 milioni. I dati sono quelli della Total Digital Audience.

A fronte della crisi, Twitter aveva già predisposto cambiamenti significativi per i suoi utenti.

La Twitter Moments, che aiuta a trovare il meglio del momento su Twitter, a prescindere da chi si segue. Twitter Moments è però molto simile ai Trending Topics, i temi di tendenza del momento, (vedremo come si evolverà).

Ulteriore passo in avanti è stato quello di eliminare il limite di 140 caratteri nei messaggi privati. Alcuni affermano che così Twitter perda la sua natura originaria. L’opzione è già possibile appoggiandosi ai servizi come TwitLonger e One Shot, ma l’azienda vuole spingersi oltre con un sistema interno al social stesso.

C’è pure Twitter Highlights, che tramite l’invio di notifiche push (massimo due al giorno) segnalerà all’utente di connettersi al suo account quando sta accadendo qualcosa che non può assolutamente perdersi. Dopo aver cliccato sulla notifica sarà possibile accedere direttamente all’app di Twitter, dove saranno visibili i tweet selezionati per l’utente.

Insomma, che l’azienda le stia tentando tutte non c’è dubbio, per ora assistiamo ai licenziamenti, in attesa di qualcosa di veramente originale. Continue reading “Nella mia personalissima rassegna stampa del sabato…”

Social street, il nuovo modo di vivere il vicinato

La nuova forma di aggregazione si chiama social street. L’idea è nata, su facebook, a Bologna nel settembre del 2013 quando viene creato il gruppo chiuso dei residenti di via Fondazza. Da allora il gruppo è cresciuto creando una vera e propria rete di comunicazioni in tutta Italia, anche in altre vie, e in altre città. Nasce anche il sito social street Italia. I promotori spiegano che dal luogo da molti considerato la fine della socialità, facebook, è risorta la voglia di incontrarsi. A costo zero ci si immerge in un nuovo contesto che porta a rincontrarsi  nella propria via.

Reti di vicinanza e socialità nei vicinati sono sempre esistiti. Ma com’erano i vicinati prima dell’arrivo delle modernità odierna? Si andava a lavare i panni con le donne del quartiere, se mancava qualcosa in casa si chiedeva al vicino. I bambini che abitavano nella stessa via giocavano fuori casa insieme. Le porte erano sempre aperte, qua in Sardegna le cortes (i cortili) erano ritrovo di donne indaffarate a cucire e rammendare, ad allattare e cucinare, di uomini che si riposavano dopo il lavoro davanti a un bicchiere di vino.

https://vocimute.wordpress.com/2012/09/17/cortes-apertas-oliena/

Continue reading “Social street, il nuovo modo di vivere il vicinato”

Murad Osmann dalla scoperta del mondo fino al fatidico sì

Si chiama Murad Osmann, e già è il principe della fotografia romantica moderna.

Fotografo russo, ha avviato un progetto con la sua fidanzata Nataly Zakharova, fashion blogger. Lei di spalle all’obiettivo, tiene la sua mano e lo porta alla scoperta del mondo. Dalle metropoli alle spiagge, Osmann mostra luoghi affascinanti, ma quel che risalta è il significato delle sue fotografie: la strada che la sua fidanzata gli mostra.

La stessa posa in luoghi diversi, mese dopo mese, diventa virale e Osmann diventa famoso prima su Instagram, con 2,9 milioni di followers, poi negli altri social, fino ad arrivare nelle strade che percorriamo ogni giorno.

Pare infatti che il “follow me to” sia diventata una moda. Uomini e donne si tengono per mano e scattano la foto ricordo nei luoghi in cui si trovano.

Continue reading “Murad Osmann dalla scoperta del mondo fino al fatidico sì”

Il mondo della Silicon Valley

Silicon Valley, termine coniato nel 1971 dal giornalista Don C. Hoefler, per indicare la parte meridionale della San Francisco Bay Area, sostanzialmente coincidente con la Santa Clara Valley, California.

Fu chiamata “Silicon” per la forte concentrazione iniziale di fabbricanti di semiconduttori e di microchip (entrambi basati sul silicio), che funsero da polo attrattore per l’insediamento successivo di aziende di computer produttori di software e fornitori di servizi di rete. Il capoluogo è San José, che è circondata da numerose cittadine. Conta 4 milioni di abitanti.

La Silicon Valley ha un PIL uguale a quello dell’Olanda

Viene chiamato il distretto hi-tech più importante del mondo. Qua nascono le migliori idee di giovani cervelli provenienti da ovunque.

Qua risiedono aziende come Google.Inc, Apple, Facebook Microsoft (divisione hardware), Oracle Corporation, LinkedIn, Hewlett-Packard (la prima azienda a insediarsi nella Valle), Intel, Yahoo!, Adobe System, Ebay. Giusto per citarne alcune.

Qua il mondo di ogni individuo che studia o lavora è completamente interconnesso con tutto e tutti. Se non hai l’applicazione Uber per chiamare un taxi stai pur certo che non arriverà mai. E’ un mondo dove senza smartphone e pc connesso sei un uomo morto! 😀  Chi non si adegua non può interagire.

E’ un mondo a sé (seppure stra connesso), dove puoi renderti conto della preistoria in cui noi viviamo quotidianamente. Nella Valle si punta alle nuove connessioni in costante evoluzione, all’interattività e alla modernità robotica senza ormai confini (o quasi).

Usare una stampante 3D qua è un’azione normale e quotidiana, parlare con termini specifici è l’ABC di ogni ragazzo, stile di vita e linguaggio viene uniformato alla filosofia delle aziende. I ragazzi devono avere una forte appartenenza a parole come “futuro“, “passione“, “brillante“, “sfida“.

Tutto deve essere perfetto: se un giovane presenta il suo progetto facendo troppe pause, con imprecisioni e senza adottare un linguaggio specifico, questo verrà automaticamente bocciato. Anche se il progetto è considerato brillante.

Tutto ciò che viene prodotto nella Valley è ciò che arriva a noi.

Dalla modernità sana e utile possiamo trarre benefici quotidianamente, parte di noi nasce lì. Ogni giorno possiamo trovare storie di giovani italiani che partono e si affermano, é la solita storia dei cervelli in fuga, cervelli social, matematici e che vivono la vita come una costante sfida verso il futuro.

E l’Italia rimane a guardare, inerte.

(fonte immagine ilmanifesto.it)
(fonte immagine ilmanifesto.it)